Un viaggio chiamato Ostetrica

Un viaggio, così mi piace definire il percorso dell'ostetrica nel tempo. Un viaggio forse senza tempo con un inizoo indefinito ed una fine che non ci sarà mai; un viaggio non privo di ostacoli ma ricco di tradizioni, culture, sapere, scoperte ed emozioni. 

Un viaggio, cosi mi piace definire il percorso dell'Ostetrica nel tempo. Un viaggio forse senza tempo con un inizio indefinito ed una fine che non ci sarà mai; un viaggio non privo di ostacoli ma ricco di tradizioni, culture, sapere, scoperte ed emozioni.
Le origini dell’Ostetrica si possono far risalire a quelle dell’uomo: è difficile dire esattamente quando sia nata la figura dell’Ostetrica ma sicuramente è considerata una delle professioni più antiche al mondo.

La pratica ostetrica nasce inizialmente come necessità della donna di essere aiutata nel momento del parto e come sapere femminile trasmesso ed arricchito da una generazione all'altra.
Riferimenti alle Levatrici si trovano nella Civiltà Egiziana, nella Bibbia, nell’Antica Grecia, nell’Antica Roma e nel libro del Tao. Socrate, ispirato dalla madre levatrice Fenatere, si definisce come “Ostetrico delle Anime” e paragona la propria opera di filosofo con il mestiere della madre stessa:
<<Ora, la mia arte di ostetrico, in tutto il rimanente rassomiglia a quella delle levatrici, ma ne differisce in questo, che opera su gli uomini e non su le donne, e provvede alle anime partorienti e non ai corpi>>

Lo stesso Platone conferisce a Socrate questa arte (Ars Maieutica) ovvero l’arte di “tirar fuori, far emergere”: egli aiutava e supportava i suoi discepoli a partorire pensieri e verità custoditi in modo latente all’interno dell’anima proprio come la madre aiutava le donne a partorire bambini.
Nel corso degli anni il nome della levatrice, pur restando sempre colei che si occupa dell’evento nascita,  cambia e si evolve: mammana, comare, raccoglitrice, sage-femme, ostetrica, …
Nel mondo anglosassone si parla di Ostetrica come Midwife che letteralmente significa “sta con la donna”. Questo termine risale al 1483 e include al suo interno tutte le conoscenze, le abilità e le competenze specifiche della professione di Ostetrica ed è proprio per questo motivo che nel 1986 è stato adottato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Così come cambia il nome della levatrice cambiano e si evolvono anche le conoscenze scientifiche in ambito ostetrico e ginecologico, il tipo di istruzione e formazione, i modelli e i metodi assistenziali ed il ruolo della stessa all’interno della società. Da un sapere tramandato da donna in donna e da generazione in generazione, proprio come per i mestieri più antichi, si è arrivati, nel 2000, all’istituzione di un Corso di Laurea e, inoltre,  da ruolo prettamente di necessità e di aiuto nei confronti delle donne rivolto esclusivamente al momento del parto si è giunti, non senza un percorso arduo e travagliato, ad affermare la figura dell’Ostetrica come una vera e propria Professionista Sanitaria (Legge 42/99) con attività e compiti ben delineati nel Codice Deontologico e nel Profilo Professionale (DM 740/94). Siamo dunque di fronte ad un professionista intellettuale, competente, autonomo e responsabile.

Un percorso lungo che ha portato però all’affermazione di una figura professionale che si occupa della salute della donna a 360° offrendo un’assistenza attiva e continua non solo al momento del parto ma prima durante e dopo l’evento nascita. Oggi “Ostetrica” vuol dire ascoltare, conoscere e comprendere la donna che si ha di fronte, le sue esigenze, i suoi desideri, i suoi messaggi verbali e non e cercare di rispettare tutto ciò il più possibile. “Ostetrica” è educare, informare e formare la donna e la coppia ma anche affiancare, accompagnare, incoraggiare, sostenere e supportare. “Ostetrica” è attivare le proprie energie, conoscenze e potenzialità per poter e saper attivare quelle della donna e per rendere l’evento nascita un evento unico.

E ancora: “Ostetrica” vuol dire pianificare e personalizzare gli interventi perché ogni individuo è unico, perché ogni donna, ogni gravidanza e ogni parto fa da sé. “Ostetrica” è anche poter guardare negli occhi la donna che si ha di fronte, che è in travaglio e che sta partorendo e farle capire che tu ci sei e sei li per lei. “Ostetrica” vuol dire accogliere una nuova vita ma anche una nuova donna, una nuova fase del ciclo vitale, una nuova madre, una nuova coppia, dei nuovi genitori e una nuova famiglia.

Ostetrica Franscesca Nicolai

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